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Un approccio nutrizionale per il benessere

L’Endometriosi è una patologia cronica in cui il tessuto simile all’endometrio (che normalmente riveste l’utero) cresce al di fuori dell’utero, su organi come ovaie, tube di Falloppio, intestino o vescica. Questo tessuto risponde agli ormoni mestruali e può causare infiammazione, dolore pelvico, dismenorrea, dispareunia, sanguinamento anomalo, disturbi intestinali o urinari e, in alcuni casi, infertilità. La diagnosi può essere difficile e il trattamento varia da terapie ormonali a interventi chirurgici, a seconda della gravità dei sintomi.


Nonostante la sua eziologia complessa e ancora non completamente chiarita, numerosi studi suggeriscono che l’alimentazione possa giocare un ruolo chiave nel modulare l’infiammazione e i sintomi associati a questa condizione. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti del rapporto tra endometriosi e alimentazione. Sono stati confrontati e studiati diversi approcci alimentari, più o meno restrittivi, con lo scopo di individuare un modello nutrizionale mirato per questa patologia., come ad esempio:

  • Dieta senza Glutine;
  • Dieta Mediterranea;
  • Dieta Low FODMAP;
  • Dieta Chetogenica;
  • Dieta a esclusione di prodotti animali;
  • Dieta a ridotto apporto di Nichel;

Ad oggi però non esiste in letteratura una dieta specifica per l’endometriosi; tuttavia, alcuni accorgimenti nello stile di vita possono contribuire alla gestione del dolore, favorendo un miglior benessere generale attraverso la riduzione dell’infiammazione, il miglioramento del profilo ormonale e della salute intestinale.

Ma come individuare l’approccio nutrizionale più adatto?

La chiave è una valutazione approfondita da parte di un nutrizionista o di un professionista sanitario specializzato. Attraverso un’accurata anamnesi, è possibile identificare i sintomi predominanti e le esigenze specifiche di ogni paziente, così da elaborare un piano alimentare su misura, calibrato sulle sue necessità individuali. Ma quali sono allora, in linea generale, le abitudini alimentari che possono aiutare chi soffre di endometriosi?

  1. Consumare una quantità adeguata di fibre: frutta, verdura, legumi, cereali integrali e in chicco, molto importante per le funzioni intestinali e per assumere sostante antinfiammatorie e antiossidanti.
  2. Consumare grassi “buoni” da fonti vegetali come frutta secca, semi oleosi e mantenere un corretto bilanciamento tra Omega-6 ed Omega-3, implicati nella risposta infiammatoria.
  3. Prediligere un’alimentazione a base vegetale, poiché il consumo di cibi di origine vegetale è correlato a una riduzione dell’infiammazione nell’organismo. Al contrario, una dieta ricca di proteine e grassi di origine animale può contribuire ad aumentare i processi infiammatori.
  4. Mantenere un corretto bilanciamento dei pasti per ottimizzare la gestione del carico glicemico.
  5. Mantenere uno stato di idratazione adeguato.
  6. Non sottovalutare l’importanza dell’esercizio fisico a intensità controllata come yoga e pilates per la gestione del dolore pelvico.

Conclusioni

In conclusione, adottare un’alimentazione equilibrata può rappresentare un valido supporto nella gestione dell’endometriosi. Sebbene la dieta non possa sostituire le terapie mediche, può diventare un prezioso alleato nel migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa patologia. Affidarsi a specialisti, inclusi professionisti della nutrizione, può fare la differenza nel trovare strategie personalizzate per affrontare la malattia

Con l’aiuto adeguato, è possibile sentirsi meglio e ritrovare la
propria quotidianità con maggiore serenità e forza. 

L’articolo in questione è stato scritto in collaborazione con la Dott.ssa Garoldini, biologa nutrizionista , supporto alla ricerca presso istituto Nazionale dei Tumori.

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